Una testimonianza più comune di quel che si pensa

Durante il proprio percorso uno dei nostri rover passò parecchio tempo cercando in rete materiale che potesse essergli utile; stava cercando di conciliare tutti gli aspetti (apparentemente) conflittuali del suo essere e si riconobbe in questa testimonianza che trovò casualmente.
Nel tempo cambiò idea su alcuni aspetti, ma ve la riproponiamo, perché nonostante il caso venga definito “atipico”, in realtà l’abbiamo trovato molto comune.

(Purtroppo non si ricorda dove la trovò, e le nostre ricerche su google non hanno portato ad alcun risultato… se qualcuno fosse a conoscenza della pagina che l’ha pubblicato ce lo faccia sapere!)

Emanuele non ha ancora fatto un vero e proprio outing. Ne ha parlato apertamente
solo con la madre. <Ero un capo scout-dice- sono stato insieme a delle ragazze, poi
mi sono innamorato di un uomo e ho lasciato la comunità perché i genitori dei
bambini non avrebbero capito>.

Quando hai scoperto di essere omosessuale?
Credo che il mio caso sia un po’ atipico. Fino a pochi anni fa sono stato insieme a diverse
ragazze. Poi mi è capitato di innamorarmi di un uomo. Io ho sempre dato un grande valore
all’amicizia, l’ho sempre trovata simile all’amore. Molte persone che ho conosciuto,
indipendentemente dal fatto che fossero uomini o donne, mi hanno affascinato. Ma non nel
senso fisico, mi affascinava la personalità, il carattere. Di molti amici e amiche ho una grande
ammirazione. La stessa cosa è successa con questo ragazzo. L’ho conosciuto, era simpatico, mi
ha colpito come persona. Poi però è arrivato il momento che ho capito che c’era qualcosa di
più, che c’era anche un coinvolgimento fisico. E non è stato facile affrontare la situazione.
A chi hai chiesto dei consigli?
Fortunatamente io ho sempre avuto un ottimo rapporto di confidenza con mia madre. Gliene
ho parlato, l’ho resa partecipe dei miei dubbi. E lei mi ha dato un consiglio che non mi sarei
mai aspettato: “Devi provare”.
Il resto della tua famiglia come ha reagito?
Non ho mai fatto un vero e proprio “outing”. Non ne ho mai parlato con nessuno dei miei
familiari oltre che con mia madre. Anche se sicuramente l’avranno capito visto che vado in
vacanza con un uomo e che due sere a settimana mi fermo a dormire a casa sua…Mio padre e
mia sorella non hanno mai affrontato l’argomento, credo che la cosa li imbarazzi e io non
voglio forzare le tappe.
Uno degli aspetti positivi del rapporto di coppia omosessuale?
Nei rapporti di coppia eterosessuali spesso si è schiavi dei ruoli sociali che la nostra cultura ci
ha affibbiato. Quando si è entrambi dello stesso sesso si sfugge agli schemi. Non c’è
necessariamente “quello che fa l’uomo” e “quello che fa la donna”. Forse si è più liberi, più
spontanei, più se stessi.
Qualche problema con il lavoro?
Finora no. Diciamo che nel mio caso non si nota molto a prima vista, non mi piacciono tutti
quegli atteggiamenti che spesso gli omosessuali adottano per farsi accettare meglio, forse, o
forse per reazione. Mi comporto normalmente e svolgo il mio lavoro al meglio possibile. La mia
sessualità non c’entra con la mia professione. Non deve essere un fattore rilevante, dunque io
non credo sia giusto dirlo a tutti i costi.
Che ne pensi del Gay Pride?
Non sono d’accordo con l’ostentazione. La trovo di cattivo gusto, non c’è bisogno di mettersi il
trucco…L’ostentazione significa considerarsi migliori. E qui non è questione di “migliore” o
“peggiore” ma di diverso. L’unica cosa che ho apprezzato del Gay Pride è stato un gruppo di
omosessuali che hanno partecipato all’evento vestiti in giacca e cravatta, come tutti i giorni, e
che, intervistati dalla tv, hanno detto che quello è il modo giusto di affermare la propria
identità: essendo se stessi, tutti i giorni, al lavoro, a casa…
Da cosa pensi che dipenda l’omosessualità?
Non so, molti pensano che sia una perversione, una malattia, che sia una cosa contro natura o
addirittura che siamo guidati da Satana,. In realtà l’omosessualità è sempre esistita nell’uomo
come negli animali, forse è davvero una cosa naturale. Io credo che ci si nasca. E credo anche
in Dio. E Dio non ha fatto errori nella creazione, possibile che io sia un errore?
Non credo che essere gay sia giusto o sbagliato, non è questione di bianco o nero, ma di scala
di grigi.
Qual è il tuo rapporto con la religione?
Sono molto credente, ma da un po’ di tempo non vada a messa e mi manca. Sto cercando di
convincere il mo partner ad andare a messa insieme a me…
Sono sempre stato molto legato alla mia parrocchia, ero capo scout fino a poco tempo fa. Ciò
che mi ha fatto più soffrire è stato allontanarmi dalla mia comunità. Come capo scout tenevo i
bambini più piccoli, mi piaceva molto dedicarmi a loro, mi hanno detto in molti che ero un
bravo capo, molti genitori mi hanno ringraziato…Poi però ho deciso di lasciare tutto. Ma non
perché non mi interessasse più, anzi. Proprio perché ci tenevo troppo. Avevo paura che i
genitori non mandassero più i bambini a scout, se avessero saputo che il loro capo era un omosessuale. C’è gente che pensa che gli omosessuali siano pedofili… Non volevo che venisse
messo in gioco tutto ciò che avevo seminato. Veramente non lo sapeva nessuno, ma per vie
traverse si sarebbe presto diffusa la voce. E io do per scontato che ci sarebbe una reazione
negativa…non è ancora tempo. Però se mi dessero l’opportunità di farlo, ritornerei, magari una
volta fatto outing, quando la comunità mi accetterà…
Qual è il vantaggio di conoscere degli omosessuali, magari di averli per amici?
La diversità è sempre arricchente. E’ una fortuna per le persone conoscere dei gay, significa
uscire da una mentalità ristretta e ricolma di pregiudizi, significa essere più liberi. E’ come
rapportarsi con i bambini con handicap, se li hai conosciuti, sei più disinvolto, non vedi più che
davanti a te c’è un bambino down: vedi un bambino. L’ho visto tra i bambini che tenevo a
scout. Alcuni erano di colore, ma i loro coetanei sono cresciuti abituati a non vedere le
differenze. Quando si vive insieme a persone diverse da te, non vedi più il mondo in bianco o
nero, ma a colori.
Cosa rimprovereresti agli omosessuali?
L’autoghettizzazione. Credo che sia un grosso errore rinchiudersi in un gruppo chiuso,
omogeneo, solo perché lì ci si sente al sicuro. Il gruppo chiuso porta al pregiudizio, la ricchezza
sta nella diversità. Per questo io amo frequentare persone di estrazione sociale, lavoro, cultura
o anche sessualità diversa. La chiusura è pericolosa. E’ meglio diversificare le proprie amicizie
per essere realmente aperti di mentalità, per avere una visuale il più ampia possibile. Chi ha
paura dell’omosessuale, in fondo, è solo perché non lo conosce. Allora piuttosto che
demonizzare ciò che fa paura forse bisognerebbe avere più interesse, più apertura.
Cosa cambieresti nella società?
Vorrei che le persone potessero immedesimarsi nei problemi degli altri e abbandonare tutti i
pregiudizi. Insomma “Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te”. Nessuna etichetta,
nessuna discriminazione.

 

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