[Testimonianze] Scout e cristiani omosessuali, due voci da un’incontro

Qualche settimana fa, a Firenze, un clan Agesci ha contattato il gruppo di cristiani omosessuali della città per un incontro. Tre persone del gruppo Kairos (tra le quali uno scout) si sono confrontate con i ragazzi sul coraggio sotto vari punti di vista, in una serata che è risutata non solo piacevole ma anche fruttuosa.
Riportiamo i resoconti pubblicati sul blog del gruppo Kairos il 28 aprile 2015.

Il coraggio di andare. A Firenze un gruppo scout Agesci incontra noi cristiani omosessuali

Testimonianze di Giulia e Iacopo del gruppo Kairos di Firenze

Tutto è cominciato con una telefonata con cui una responsabile di un gruppo (clan) scout dell’Agesci ha invitato alcune persone di Kairos, il gruppo di cristiani omosessuali di Firenze, a portare la loro testimonianza di cristiani omosessuali ad un incontro scout sul “coraggio”, che si sarebbe tenuto in una parrocchia del popoloso quartiere fiorentino di San Frediano. Come è andata la serata? Lascio a chi ad altri il compito di raccontarlo. Aggiungo solo che è proprio vero che i piccoli gesti d’incontro cambiano il mondo, basta non aver paura e andare. Come recita una poesia di Macado, che ho letto commuovendomi nell’ultima penitenziale del gruppo Kairos, il “cammino si fa andando”. (Innocenzo)

Martedì 24 marzo io, Innocenzo e Jacopo abbiamo partecipato,come omosessuali credenti ad un incontro facente parte di un ciclo di incontri sul tema “Il coraggio di essere Chiesa”, organizzato da un gruppo Scout dell’Agesci a Firenze in una parrocchia di San Frediano. L’incontro è iniziato, dopo aver presentato brevemente il gruppo Kairos, con le nostre testimonianze di vita personale, a partire dalla scoperta del proprio orientamento sessuale, passando per il cammino, a volte lungo e irto di difficoltà,che ci ha portato all’accettazione di noi stessi e alla integrazione, complessa ma al tempo stesso possibile, di fede cristiana e omosessualità: due aspetti per noi inscindibili, in quanto facenti entrambi parte della nostra vita e della nostra persona.
Le nostre storie,ognuna naturalmente unica ma con alcuni aspetti in comune,hanno cercato di far comprendere quelli che sono i passaggi fondamentali nella vita di ogni omosessuale credente: la presa di coscienza dell’essere gay o lesbica, lo sviluppo della nostra persona,le prime storie vissute nel nascondimento, i contatti con altre persone come noi, il coming out e le reazioni,il più delle volte molto positive,delle persone che fanno parte della nostra vita,per esempio i familiari.
Il pubblico, molto giovane,oltre naturalmente a farci sentire accolti in un clima davvero sereno e familiare,ci ha ascoltati attentamente e in modo molto empatico e partecipato; dopo aver ascoltato le nostre testimonianze ci hanno posto delle domande, alcune delle quali mi hanno colpita molto,tipo “se vedi l’omosessualità come la tua croce”… e naturalmente la risposta è stata “no”, nel senso che le croci della vita sono altre, l’essere gay o lesbica è solo una “variante”, anch’essa “positiva” ,dell’orientamento sessuale e affettivo. (Giulia)

Nella piacevole serata di Martedì 24 marzo, io, Innocenzo e Giulia siamo stati invitati ed accolti all’incontro di un gruppo scout AGESCI di Firenze. Inutile dirvi come da scout io mi sia sentito a casa. Il tema dell’incontro era “il Coraggio”, in tutte le sue sfumature: il coraggio di essere chiesa, il coraggio di essere comunità, il coraggio di essere se stessi. Indubbiamente le nostre storie hanno centrato in pieno tutte queste forme di coraggio. Raccontando i nostri coming out e le reazioni diverse che si sono presentate nelle nostre storie personali li abbiamo spinti a capire quanta fatica occorre, quanto coraggio e, infine, la gioia che spesso produce il venire allo scoperto e vivere finalmente liberi da condizionamenti.
Tutto questo è avvenuto parlando attraverso un linguaggio comune, che spesso caratterizza la comunità scout, parole come “strada”,”comunità”,”servizio” e “fede” sono risuonate nell’aria: il coming out come “strada”, quel percorso che ogni persona omosessuale è tenuto ad affrontare con serenità e consapevolezza, la “comunità” di kairos presentata nell’ottica di una comunità di credenti omosessuali e porto sicuro per le persone che vogliono vivere la propria fede al riparo da condizionamenti e stereotipi sociali nella gioia dell’amore agapico e infine il “servizio” visto come le nostre testimonianze con le quali ci spingiamo verso un’empatia difficilmente trascurabile è molto condivisibile.
Ringrazio tutti per aver preso parte e per averci “dato voce” è ringrazio kairos per essersi posta come testimonianza attiva e faro per le persone bloccate in quello che ancora oggi, per molti, è il divario tra fede e omosessualità (Iacopo).

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