Racconti dal pride romano

Dalla sezione CNGEI di Ariccia, il racconto di un rover che ha partecipato al pride romano.

Fonte: laverdeavventura.org, 16 giugno 2015

 

Scout Pride 2015

Si va in stazione, si aspetta il treno, si sale.

E’ il 13/06/2015, sono le 14:45, e la Compagnia Gilgamesh dell’Ariccia 1 va a fare la sua prima uscita:andiamo a portare la nostra solidarietà ai partecipanti al Gay Pride, un corteo a Roma che riunisce migliaia di persone omosessuali e non, per far vedere a chi continua a chiudere gli occhi che al mondo ognuno è diverso e cerca di far comprendere come ciò sia una qualità dell’umanità, unica cosa che da senso e significato all’esistenza di più individui.

Pensando a ciò, ci accorgiamo che è esattamente la stessa cosa che il nostro spirito scout ci dice: “essere tutti fratelli uguali, ma anche singole persone diverse  e trarre da ciò la nostra forza”.

Sul treno incontriamo altri scout e decidiamo di unirci a loro in questa nostra piccola “gita”, perché in fondo più si è, meglio si sta! Arrivati a Termini, ci disegniamo simboli di pace e fratellanza sul viso e ci incamminiamo verso il corteo. Là vediamo gente di ogni tipo, uomini, donne, che sfoggiano la propria unicità insieme, creando un’unione incredibile di opposti, facendo confluire così tante diversità in un corpo unico, uniforme.

E’ uno spettacolo incredibile, come una magia, che porta gli uomini a stare insieme, consci che se ognuno dovesse stare solo con ciò che gli è uguale, sarebbe solo, sperduto.

Musica e danze corrono libere nell’atmosfera del luogo e ci contagiano.

Con un enorme sorriso mi guardo attorno, e sono contento che ci siano così tante persone che non hanno stupidi, infantili pregiudizi e che invece accettano il diverso come qualità e non come nemico. Mi trovo a mio agio in questo posto, con questa gente, tra tutte queste persone che capiscono, che hanno una mente aperta.

Solo l’ignoranza e la paura possono fermare l’evoluzione dell’uomo, qua sono sicuro che si stia facendo un grande passo avanti in questa direzione.

Restiamo col corteo per qualche ora, ma poi è tardi e ci stacchiamo. Torniamo a Termini con altre Compagnie e qualcuno tira fuori un Ukulele e si inizia ad intonare qualche canto per passare il tempo prima che arrivi il treno. Tutti cantano insieme. Chi non sa le canzoni le può leggere su canzonieri vari o semplicemente fischiettare e si passa un altro momento insieme.

Ma ecco il treno. È arrivata l’ora di separarsi e ci si saluta. Torno, torniamo a casa e non posso che essere felice della giornata passata, di come mi sia ricordato che ci sono sempre altre persone ed altri umani, ognuno coi suoi gusti, credi e pensieri e di come ciò crei una coda di pavone di umani, con in sé ogni possibile sfumatura di colore che ci affascina e meraviglia.

Ad essa va l’ultimo pensiero dell’uscita:

“Ogni punto di vista, ogni persona, aggiunge un qualcosa di nuovo al tutto ed è così che si cresce”.

Valerio

Rover Compagnia Gilgamesh

 

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