I boy scout USA e i capi omosessuali: in attesa di una ratifica

Pubblichiamo un post scritto a più mani dallo staff di Scouting for Gays. Abbiamo appreso la notizia della – quasi approvata – risoluzione della Boy Scouts of America e abbiamo fatto qualche considerazione (avevamo cominciato a fare anche delle considerazioni sulla situazione italiana… Ma ci siamo lasciati prendere la mano e abbiamo deciso di postare tutto separatamente).

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La notizia è stata riportata su molti giornali (per es. repubblica.it ) e ripostata sui social: l’associazione Boy Scouts of America (BSA, la più grande negli USA e tra le più grandi al mondo) ha deciso di ammettere anche i leader ( = capi) adulti apertamente omosessuali.
La realtà è che la decisione è stata presa, ma non è ancora stata ratificata dal Consiglio Esecutivo, che si riunirà il 27 luglio.

Facciamo un breve riepilogo della vicenda: Il percorso cominciò diversi anni fa; il dibattito interno all’associazione si fece sempre più pressante fino a proporre, nel 2013, prima un sondaggio tra i membri (fanpage.it) e poi una votazione tra i dirigenti riuniti in assemblea. Il risultato fu l’ammissione di ragazzi dichiarati (sulle ragazze non abbiamo notizie, ci informeremo!). Il divieto però rimase per gli adulti, decretando l’espulsione automatica dei ragazzi al raggiungimento della maggiore età (es. gayburg.blogspot.itlastampa.it). Va specificato che l’associazione tolse il bando a livello nazionale, ma venne comunque lasciata libertà ai gruppi nel decidere se accettare o meno ragazzi omosessuali (queerblog.it e comunicato).
Diciamo che, poiché il divieto era in vigore dal 1991 anni ed è stato abolito con più del 60% di voti, è stato comunque un passo importante.
Il dibattito non si è certo fermato lì: rimasto aperto il confronto tra la parte più conservatrice (obiettivo: ripristino del divieto) e la parte più progressista (obiettivo: ammissione di tutti), si sono affacciati anche altri problemi: meno finanziamenti, riduzione di iscrizioni e rapporti più difficili con alcune chiese, fino allo scisma da parte di alcuni membri (huffingtonpost.com, mattinonline.ch, aurorasentinel.comhuffingtonpost.it; altre fonti: ilpost.it, sintesi.it, news.you-ng.it).

Facciamo notare però che l’associazione americana ha una struttura e una visibilità politica (s.l.) molto diverse da quelle nei nostri paesi: basti pensare che Barack Obama ne è il presidente onorario. Altro fatto degno di nota sono i finanziamenti che l’associazione riceve, dalle chiese come da privati (es. il regista Spielberg) o aziende (es. la Disney).
Tutto questo fa sì che i problemi sopra elencati vi siano stati sia per la parte progressista che per quella conservatrice, a seconda della visione di chi finanzia, supporta, iscrive, ecc.
Tale visibilità rende anche normale che la discussione interna agli scout segua da vicino quella sull’omosessualità nella società civile: infatti la prima ondata di accoglienza è avvenuta poco dopo la caduta del “don’t ask don’t tell” nell’esercito (2011) e la legalizzazione in diversi stati USA dei matrimoni tra persone dello stesso sesso; similmente, poco prima di quest’ultima decisione della BSA la Corte Suprema ha legalizzato il matrimonio omosessuale in tutti gli gli Stati Uniti.

Quella della libera partecipazione dei capi dichiarati è stata una decisione presa dalla Commissione Esecutiva Nazionale perché, ha dichiarato il presidente Gates, “Lo status quo dei nostri standard di adesione non è più sostenibile” e “I Boy Scouts of America si collocano in una posizione fuori dal tempo” (videotrascrizione del discorso).

Se la risoluzione venisse ratificata, i cambiamenti principali sarebbero:

  1. Eliminare su tutto il territorio nazionale il divieto di accesso allo scoutismo ad adulti apertamente gay o bisessuali.
  2. Permettere ad ogni gruppo o unità di determinare la propria politica riguardante i capi apertamente gay o bisessuali, o qualsiasi altro capo.
  3. Proibire a qualsiasi consiglio regionale o entità fuori dal gruppo (per es. nei campi) di discriminare impiegati e volontari in base al loro orientamento sessuale.
  4. Permettere ai capi precedentemente rimossi di riproporsi per i loro ruoli.

(scoutsforequality.org, dove si può anche scaricare l’intero documento).

 

Sperando che il 27 vada tutto per il meglio, la questione non sarà comunque chiusa, ma più che altro verrà spostata dal livello nazionale a quello locale. Per carità, almeno sarà possibile, per i gruppi più aperti, non incappare in problemi con l’associazione.
Nel suo discorso, però, il presidente della BSA Robert Gates dice questa frase: “ad un certo punto la Corte [Suprema ndt] semplicemente ci ordinerà di cambiare la nostra politica. Dobbiamo capire tutti che questo probabilmente accadrà presto.”

A noi, che sentiamo poco il politically correct, un dubbio rimane:
azione di civiltà o uno scarico di responsabilità?

BSA Gay

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